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dic 12, 2009 CalcioEstero, CalcioMercato, Nazionale, Scoperte Commenti disabilitati
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set 3, 2009 CalcioEstero, CalcioMercato, Scoperte Commenti disabilitati
Se sei un appassionato di calcio, non solo italiano, anche europeo o di tutto il mondo e ti piace fare opinioni, analisi e quant’altro, questo sito è per te.
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ago 27, 2009 Senza categoria Commenti disabilitati
a cura di Andrea Rossetti
Da un’idea del giornalista Beppe Severgnini, una rubrica ironica: poichè nel calcio nessuno dice mai quello che realmente pensa, offrirò una traduzione dei loro veri pensieri.
Ha detto: “Rispetto all’anno scorso sono un uomo felice, gioco 90 minuti, ho tanta fiducia e mi sento bene. E’ il momento più bello da quando sono al Milan. Comunque non parlo di cosa succede nello spogliatoio, sono cose di squadra, sono state dette tante falsità, ma ho deciso di rispondere solo sul campo. Il derby? L’anno scorso fu fantastico, ma poi tanti info
rtuni e le scelte del mister mi tennero fuori. Dovevo abituarmi, ora ad esempio so l’italiano.” (Ronaldinho, SKY SPORT 24, 27/8/2009)
Avrebbe voluto dire: Non ci credo, finalmente gioco. No, non ridete, io soffrivo mucho a non giocare l’anno scorso. D’altronde mi vedete bene? Cosa potrei fare con sta faccia se non il calciatore? Niente, me lo dicono tutti! Quest’anno poi s’è seduto sulla panca Leonardo e se quello non mi fa giocare Papi Berlusconi lo picchia. Olè! Si, in effetti l’anno scorso oltre al derby d’andata non ho fatto granchè, ma era perchè non capivo un cacchio di quello che mi dicevano gli altri! loro mi parlavano ed io nel dubbio sorridevo e muovevo le mani nel simbolo del telefono che faccio sempre. Dopo un pò però mi hanno detto che sembravo un coglione, così mi sono limitato un pò: non capivo comunque quello che mi dicevano, ma li guardavo con sguardo perso, oppure chiedevo a Dida, che lui capisce bene. Mi ha insegnato tutte le parolacce, le ha imparate dopo tanti allenamenti a porte aperte, gliele hanno insegnate i tifosi del Milan. Mi chiedete se è vero che sono pieno di responsabilità? Si, è vero, e ne sono orgoglioso. Ho anche imparato a farmi il letto da solo e a sparecchiare finito i pranzi, ho la fiducia di tutti, Maldini prima di andarsene ha detto che posso anche imparare ad andare dal dentista se mi impegno, ma quello sarà un passo difficile. Su di me comunque si dicono tante falsità, tipo che sono scemo o tipo quel giuramento che avrei fatto a Papi Berlusca in piedi sopra un tavolino. Precisando che non era un tavolino, ma era Senderos, Leonardo mi ha dettoche in ogni caso devo rispondere sempre e solo sul campo. Siccome ora siamo su linoleum non posso, ma se volete ci spostiamo nel campetto e sarò a completa vostra disposizione
ago 27, 2009 Senza categoria Commenti disabilitati

GRUPPO A: Bayern Monaco (Germania); Juventus; Bordeaux (Francia); Maccabi Haifa (Israele)
GRUPPO B: Manchester United (Inghilterra); CSKA Mosca (Russia); Besiktas (Turchia); Wolfsburg (Germania)
GRUPPO C: Milan; Real Madrid (Spagna); Olympique Marsiglia (Francia); Zurigo (Svizzera)
GRUPPO D: Chelsea (Inghilterra); Porto (Portogallo); Atletico Madrid (Spagna); APOEL (Cipro)
GRUPPO E: Liverpool (INghilterra); Olympique Lione (Francia); Fiorentina; Debreceni (Ungheria)
GRUPPO F: Barcellona (Spagna); Internazionale; Dinamo Kiev (Ucraina); Rubin Kazan (Russia)
GRUPPO G: Siviglia (Spagna); Rangers Glasgow (Scozia); Stoccarda (Germania); Unirea Urziceni (Romania)
GRUPPO H: Arsenal (Inghilterra); AZ Alkmaar (Olanda); Olympiacos (Grecia); Standard Liegi (Belgio)
ago 27, 2009 Editoriale 2 Commenti
a cura di Cino
Parlare di calcio per me è come parlare di una personale malattia oramai alla fase terminale, di cui si è consapevoli e con cui si è imparato a convivere. Il calcio di oggi mi fa schifo, ma è la mia passione; mi fa ridere, ma mi appassiona; è superficiale e banale, ma con una certa profondità d’animo. Capite dunque da tutte queste contraddizioni che scrivere di calcio per me è una sorta di catarsi che sofga le mie recondite sensazioni. Direte, “ma se deve fare tutto sto casino non poteva starsene zitto?” ed avete pure un pò ragione, ma siccome scrivo principalmente per me e non per gli altri, me ne frego.Dopo un incipit tale, direi che si può partire con la mia catarchica analisi.
La Champions League: ah, che emozioni che regala, già solo la musichetta mette la pelle d’oca, obiettivo che solo la colonna sonora de Il Padrino o del Benny Hill Show raggiungeva. Tutte le grandi squadre ci corrono dietro, consapevoli che una vittoria le porterebbe sull’Olimpo degli Dei e soprattutto porterebbe tanti, tanti soldi nelle loro tasche. Oggi alle 18 ci saranno i sorteggi che saranno effettuati con quel metodo tanto pragmatico quanto efficace delle fasce (insomma, in base al grado di pippezza del team). Fascia 1: Barcellona (bene); Manchester United (giusto); Liverpool (ci sta); Chelsea (meritato); Bayern Monaco (bah); Siviglia (ma ne siamo sicuri?); Arsenal (mmm); Milan. Milan? Lo stesso Milan che l’anno scorso ha giocato nella ex Coppa UEFA uscendo contro il Werder Brema (che, ci avete pensato?, è un pò come se una squadra si chiamassa Verde Milano o Giallo Torino, per non parlare del fortissimo Porpora Casalpusterlengo) e da due anni non arriva manco vicino ai colleghi vestiti di nero-azzurro? Si, va bè, ha vinto una Champions qualche anno fa, ma addirittura in prima fascia! Va bè, passiamo oltre. Fascia 2: Olympique Lione (bene); Porto (giusto); CSKA Mosca (ci sta); Rangers (può andare); Juventus (ok); Inter (??); Real Madrid (???); Az Alkmaar. Questa cosa me la devono spiegare: Siviglia, Milan e Bayern Monaco o Arsenal in prima fascia ed Inter e Real Madrid in seconda? Ma la Champions non era il torneo delle più forti squadre d’Europa in base ai risultati ottenuti nelle singole Nazioni? Perchè dati alla mano l’Inter, seppure perdente in Europa, Fantozzi europeo potremmo definirlo, è più forte del Milan e forse pure del Siviglia (manca riscontro del campo) e lo stesso vale per il Real Madrid. L’Az Alkmaar mi sto ancora chiedendo se è la squadra aziendale della ditta di dentrifici, opportune ricerche nella rete mi daranno risposta e soprattutto mi spiegheranno il perchè del suo posizionamento in seconda fascia. Fascia 3: Olympiacos; Marsiglia; Dinamo Kiev; Stoccarda; Fiorentina; Atletico Madrid; Bordeaux; Besiktas. Poco da dire, squadre meno forti, le mine vaganti del torneo, che meritano una chance. Fascia 4: APOEL (CHI???); Wolfsburg (loro qui ed il Bayern in prima fascia, bah); Standard Liegi (la ex squadra di Onyewu: ho detto tutto); Maccabi Haifa (ahhhh…non li conosco); Zurigo (i banchieri riuniti in un team); Rubin Kazan (le cose si complicano); Unirea Urziceni e Debreceni. Ora, nulla contro gli Unirea-urzicenisti o i Debrecenisti, ma chi ca**o sono? Cioè, la Champions, la competizione che a livello MONDIALE è riconosciuta come la più difficile e di più alto rango, fa delle fasce di squadre che neppure un giocatore di cricket di ritorno da una vacanza ad Amsterdam poteva fare peggio ed in più mi mettono APOEL, Unirea Urziceni e Debreceni?! La verità è che la Champions è oramai una filosofia errata, un grande marasma di poche squadre forti, tantissime medie (tra cui le italiane) e molte sconosciute ed impreparate per un tale palcoscenico. L’APOEL la vincerà mai la Champions? No! E allora cacchio lo si invita a fare? E’ come se ad una gara di rutti si invitasse uno che non beve birra: non ha senso. Si crei una mini Champions per talune squadre e si riporti la vera Champions ai cari vecchi fasti della Coppa Campioni, quando solo le più forti di ogni Nazione si affrontavano a viso aperto.
Bene, per questa settimana mi sono catartizzato abbastanza. Saluti
(nel riquadro: la pace dopo la tempesta. Effetti dei Catartic Moment)
ago 25, 2009 CalcioEstero 1 Commento
a cura di Robert Barque
La Premier League è partita ed a dominarla in queste prime battute sono le squadre di Londra, che dominano e mostrano un buon calcio.
Innanzitutto mi presento: sono Robert Barque, giornalista sportivo, ed ho accettato di collaborare con Andrea in questa piattaforma, cercando di tenervi informati il più possibile sul calcio della mia nazione, l’Inghilterra. “Il Thè del Martedì” sarà la mia rubrica e spero di diventare presto un vostro appuntamento di lettura settimanale. Sono nato a Londra e continuo a vivere a Londra, nonostante conosca
l’Italia, l’italiano e lavori spesso nel vostro Paese. Londra è una città incredibile sia di primo impatto, sia nei suoi lati più nascosti, quelli che solo chi ci vive può conoscere. E’ bello visitare lo Stamford Bridge o l’Emirates Stadium, ma a me piace moltissimo andare a vedere le partite che si giocano al The Den (Millwall) o al Selhurst Park (Crystal Palace) perchè si respira un’aria familiare stupenda. It’s a kind of magic. Londra ama il calcio, lo vive a pieni polmoni e le ben dieci squadre di alto livello che ci sono in città lo dimostrano: Arsenal, Chelsea, Fulham, West Ham United, Watford, Charlton Athletic, Tottenham Hotspur, Crystal Palace, Millwall, Queens Park Rangers. Non chiedetemi per chi tifo, non ve lo dirò mai, anche perchè forse neppure io lo so veramente. Probabilmente tifo ogniuna di queste squadre, perchè amo vedere i quartieri di Londra dipingersi di colori e la gente riversarsi nelle strade nei momenti di gioia e di esultanza per una vittoria della propria squadra del cuore e proprio per questi motivi devo ammettere che mi piace molto come è partita la Premier League quest’anno, perchè London City sta dominando: Chelsea, Tottenham e
Arsenal le hanno vinte tutte finora (i Gunners hanno una partita in meno), convincendo tifo e Nazione. I Blues sono una corrazzata ed il vostro connazionale Ancelotti lo sa bene. Non ha chiesto particolari rinforzi, ha già una squadra pazzesca in mano a cui mancava solo un gioco e convinzione nei propri mezzi, cose che Carlo ha subito fornito. Il Chelsea è la certezza. L’Arsenal s’è indebolita molto a causa delle molte vendite. Adebayor ai Citizens, in compagnia di Kolo Tourè, sono state due cessioni che hanno dato aria alle casse dei Gunners, un pò a secco a causa della costruzione del nuovo stadio, ovvero l’Emirates. Eppure è rimasto Fabregas, è arrivato Vermaelen, ci sono Gallas e Van Persie: wow, come gioca bene l’Arsenal gente! Veloce, di prima, contropiede, sicuro, è una squadra che è un piacere vedere e fa tanti gol, nonostante manchi un vero goleador con la partenza di Adebayor. Siamo abituati a questo tipo di gioco della squadra di Wenger, ma anche al fatto che poi il team si sgonfi ed
inizino le difficoltà. L’Arsenal è la mina vagante, l’incognita. Il Tottenham è da anni che non lo si vede lottare per qualcosa che conta e la voglia di vittoria ha portato la Società ad investire moltissimo sul mercato negli ultimi due anni. L’anno scorso però fu un fallimento: i giocatori non giravano, non c’era gioco di squadra ed i risultati mancavano. Quest’anno invece le cose sembrano cambiate e le tre vittorie in tre partite sembrano essere il trailer della stagione del ritorno degli Spurs. Il Tottenham potrebbe essere la sorpresa, grazie alla fantasia di Modric, la sostanza di Assou-Ekotto e Defoe e l’esperienza in panchina di Redknapp. Non si può però non parlare di Fulham e West Ham. Il Fulham è una squadra ricca di storia, una delle più vecchie di Londra, perchè fondata nel 1879 e pensate che gioca al Craven Cottage sin dal 1900 circa, da cui il soprannome Cottagers. La sua bacheca però non è così piena come dovrebbe essere quella di un club dello spessore del Fulham, anzi…ma veniamo al presente. Hodgson, conosciuto anche nel vostro Campionato, è un allenatore che ha dato forma ai Cottagers l’anno scorso, riuscendo ad ottenere ottimi risultati ed anche quest’anno è partito col piede giusto. Il Chelsea ha battuto domenica il Fulham per due a zero (c’è un enorme rivalità tra le due squadre, perchè i quartieri londinesi di loro “competenza” sono praticamente attaccati, anzi, per certi tratti si sovrappongono), ma i ragazzi di Roy hanno lottato e giocato un buon match. Si salveranno a mio parere
e faranno anzi un’ottima stagione. Il West Ham è un club particolare: gli Hummers non sono mai stati un team di spicco in Inghilterra, hanno lottato solo una volta per il titolo negli anni ottanta, ma comunque sono quasi sempre rimasti nella massima serie, vagando nelle zone di medio-bassa classifica con orgogio ed onore. Fiore all’occhiello della Società è la scuola giovanile, da dove sono usciti talenti cristallini del calcio inglese e che ogni anno sforna talenti che rimpinguano le rose di tutta la Premier. Lampard ne è un esempio. Da voi è conosciuto come il club che allena Zola e devo ammettere che little wizard Zola sta facendo un lavoro fantastico visti anche i problemi economici della Società. Sarà dura, ma la salvezza è possibile. Certo è che se Londra va così bene è anche per colpa di squadre come il Liverpool, che ha ottenuto due sconfitte in tre partite, o del Man United che con la perdita di Ronaldo sembra avere perso lucidità. Quest’anno potrebbe essere un anno rivoluzionario per i poteri della Premier e Londra smbra davvero dominare incontrastata. Ma la strada e lunga e io sarò qui a raccontarvela.
ago 24, 2009 Senza categoria 1 Commento
a cura di Andrea Rossetti
Ventura annulla Mourinho, Ferrara e Leonardo invece ingranano bene. Il Genoa parte col turbo contro una Roma col freno a mano tirato; il Palermo mantiene le aspettative di Zenga.
Chi ben comincia è già a metà dell’opera, dicono i vecchi saggi. Ma nel calcio non è così fortunatamente, perchè se no ci perderemmo gran parte dello
spettacolo. Ma se questo detto popolare fosse attuabile al giuoco del pallone, beh, allora l’Inter sarebbe messo male: in casa dei Campioni d’Italia, il neo-promosso Bari di Ventura porta a casa un meritato pareggio, frutto di difensivismo puro, ma anche di ripartenze letali e di una difesa più resistente di quanto si possa pensare leggendo i nomi dei suoi componenti sul giornale. Come dice giustamente Mourinho, la sua Inter non ha alibi, perchè ha buttato via una vittoria giocando male, ma nonostante ci sia molto da lavorare, i tifosi interisti non si devono fasciare la testa prima di essersela rotta. E’ il terzo anno consecutivo che i nero-azzurri partono con un pareggio deludente, perchè i suoi giocatori, alcuni fisicamente possenti, necessitano più tempo per la preparazione. Nonostante ciò, dall’Inter ci si aspetta di più ed il derby sarà subito grande sfida. Il Bari dal canto suo dimostra che anche con due giovani come Bonucci e Ranocchia in difesa, si possono fare ottime cose. In attacco invece c’è tanto da
migliorare ed il ritorno di Barreto e Meggiorini probabilmente faciliterà il compito di Ventura. Ferrara e Leonardo, a differenza del “nemico” Mourinho, partono ottimamente, con due vittorie, rispettivamente su Chievo e Siena. Nel Milan, in Toscana, impressionano principalmente Pato (peccato solo per la rissetta finale, causata da una stupida reazione) e Ronaldinho che sembra essere entrato nella mentalità corretta; in più la difesa sembra funzionare, anche se il gol di Ghezzal mostra ancora delle lacune che dovranno essere riviste. La Juventus invece batte uno a zero un Chievo ben messo in campo e che a tratti mette in difficoltà Chiellini e Cannavaro, ma il colpo di testa del solito Iaquinta risolve tutto. L’attesissimo Diego non gioca male, ma ancora deve prendere le misure alla Serie A e deve tenere meno palla in certi tratti del match, perchè la sua lentezza rallenta il gioco, mentre se gioca con tocchi veloci e dribblin
g nello stretto diventa letale. Letale è stato invece il Grifone che ha affondato la Roma con un tre a due mirabolante e pieno di emozioni: Criscito, Zapater e Biava rispondono a Taddei e Totti, dimostrando che questo Genoa è realmente, Milito e T.Motta si, Milito e T.Motta no, una forza del nostro campionato. Solito gioco in velocità, profondità e larghezza, giocatori dai piedi buoni e sostanza sotto porta anche dei non attaccanti è la ricetta vincente di Gasperini. Da incorniciare la punizione del neo-azquisto Zapater. Dal canto suo la Roma dimostra tutta la sua debolezza difensiva senza i perni Mexes e Juan e l’arrivo in extremis (ringraziando Moratti&Co.) di Burdisso non serve a molto. Nonostante ciò ci sono cose positive e tutto è migliorabile. Totti nel frattempo raggiunge Boniperti per gol segnati, complimenti. Da Genova ci spostiamo molto più a sud,
raggiungendo la Sicilia, dove il Palermo batte con tanto fortuna il Napoli, che prende tre legni e perde solo per un calcio di rigore realizzato da Miccoli. I rosa-nero non giocano meglio degli azzurri, ma sfruttano le loro indecisioni difensive ed offensive portando a casa i primi tre punti della stagione. Donadoni dal canto suo non può rimproverare molto ai suoi, se non magari sistemare qualche automatismo difensivo non ancora ben oliato. Sempre in Sicilia gioca il nuovo Catania di Atzori ma la partenza è un passo falso: il duo blucerchiato Pazzini-Cassano confeziona il vantaggio e poi pericoli su pericoli. Ma gli etnei resistono e trovano anche l’uno a uno grazie al giapponesino Morimoto. Si continua fino al novantesimo, con un risultato che appare già scritto, quando su calcio d’angolo Gastaldello stacca più in alto di tutti ed infila Andujar. A Roma intanto, in una partita scialba, la Lazio portava a casa i tre punti contro l’Atalanta, grazie all’uno a zero di Rocchi. Oltre all’Inter, nessun pareggio quindi, se non quello della giornata di sabato, ovvero Bologna-Fiorentina, dove i viola giocano maluccio, e quello di Udine tra Udinese e Parma. I gialloblu giocano bene e Paloschi prima ed
Alessandro Lucarelli poi, illudono i tifosi, ma è sempre Di Natale a riaccappare il Parma con una doppietta, anche qui con gol nel finale di partita. Ah, dimenticavo, scusate: altro pareggio è quello tra Livorno e Cagliari, uno zero a zero senza particolari emozioni se non quelle donate da un grande Diamanti.
TOP E FLOP:
I Migliori 11: Mirante; Nesta, Diniz, Criscito, Gamberini; Alvarez, Sculli, Zapate, Diamanti; Pato, Rocchi
I Peggiori 11: Rubinho; Sardo, Augustyn, N.Frey, Zambrotta; D’Agostino, Simplicio, Muntari, Datolo; Acquafresca, Jeda.
ago 21, 2009 Senza categoria Commenti disabilitati
a cura di Andrea
Manca un giorno e poi si parte: la Serie A 2009/2010 è al via e ci sarà da divertirsi, o almeno si spera. Oggi cerchiamo di dare una breve occhiata a tutti i team, giusto per prepararci.
Si alza il sipario, un pò prima del solito, con un pò più di caldo, ma con tanta voglia. Riparte il calcio vero, quello che infervora tutti noi e scalda i nostri animi. Riparte il Campionato! Ma non si può non fare una breve panoramica su tutte le squadre che prenderanno parte alla Serie A Tim 2009/2010, giusto per prepararci al meglio alla nuova stagione ed essere sempre informati. Ricordiamo che Alla Scoperta del Calcio vi accompagnerà mano nella mano per tutto l’arco dell’anno calcistico, con punti di vista, cronaca sportiva, articoli ironici e sagaci, tante rubriche nuove, ma soprattutto tanta, tanta passione! Seguiteci!
UDINESE: ha perso solo Quagliarella, Di Natale e D’Agostino rimangono. Il salto di qualità lo ci si aspetta da Floro Flores, che dovrà essere il bomber della squadra. Da tenere sott’occhio Sanchez. Probabile formazione: Handanovic; Isla, Zapata, Felipe, Pasquale; Inler, D’Agostino, Adsamoha; Pepe, Floro Flores, Di Natale; All. Marino
SIENA: non sembra avere i mezzi per
resistere alla Serie A anche quest’anno, ma chi lo sa. Paolucci, Maccarone sono certezze, il dubbio è Reginaldo, che deve dimostrare di poter essere il giocatore visto a Treviso qualche stagione fa. Probabile Formazione: Curci; Ficagna, Rossettini, Brandao, Rossi; Jarolim, Codrea, Vergassola, Fini; Maccarone, Paolucci; All. Giampaolo
SAMPDORIA: Cassano-Pazzini è un duo che fa invidia anche alle grandi squadre, devono confermarsi. Il centrocampo s’è rafforzato con Mannini e Tissone, ottimi innesti; la difesa s’è indebolita e diventa un incognita abbastanza pesante. Marilungo è il giovane da cui ci si attende di più. Probabile Formazione: Castellazzi; Stankevicius, Gastaldello, Lucchini, Zauri; Mannini, Tissone, Palombo, Franceschini; Cassano, Pazzini; All. Del Neri
PARMA: Bojinov, Panucci e Paloschi sono i tre giocatori da cui ci si attende la marcia in più, ma sono, oltre ai due già citati, altri 11 i nuovi giocatori da cui la città di Parma si aspetta molto. Guidolin avrà da lavorare anche su giovani interessanti come Galloppa e Lanzafame, già da un anno atteso al salto di qualità in massima serie. Probabile formazione: Mirante; Panucci, A. Lucarelli, Castellini; Morrone, Coppola, Mariga, Galloppa; Lanzafame, Bojinov, Paloschi; All. Guidolin
PALERMO: Zenga ha già contagiato Palermo col suo ottimismo e la squadra è caricata a mille. Miccoli sarà il vero ago della bilancia, col suo niovo uso alla “Totti”. Bertolo è un centrocampista in grado di dare qualità e quantità contemporaneamente al centrocampo rosa-nero, l’ex Boca Juniors è atteso al varco. Probabile Formazione: Rubinho; Cassani, Bovo, Kjaer, Balzaretti; Nocerino, Simplicio, Bertolo; Pastore, Cavani, Miccoli; All. Zenga
NAPOLI: tantissimi gli acquisti ed i soldi spesi quest’estate da De Laurentiis, ora la città ed il Presidente si aspettano tanto, anzi, tantissimo. Quagliarella sarà il nuovo faro offensivo, Campagnaro e De Sanctis i controllori difensivi, Hamsik rimane il faro a centrocampo ma sarà affiancato dal regista Cigarini. La pressione del tifo dovrà essere sostenuta da tutti. Hoffer potrebbe essere la sorpresa, è un ragazzo con grandi qualità. Probabile Formazione: De Sanctis; Campagnaro, P.Cannavaro, Contini; Zuniga, Gargano, Cigarini, Hamsik, Vitale; Lavezzi, Quagliarella; All. Donadoni
LIVORNO: Diamanti-Tavano-Lucarelli è un bel trio per una neo promossa, ma la difesa lascia parecchie incognite. Il centrocampo potrebbe anche reggere, ma è tutto da verificare. Diamanti è atteso a dare conferme di quanto di buono mostrato tra il 2008 ed il 2009. Per lui questa stagione sarà decisiva. Probabile formazione: Benussi; Raimondi, Perticone, Miglionico, Bonetto; Pulzetti, Loviso, Pieri; Diamanti; Tavano, Lucarelli; All. Russo
LAZIO: la Supercoppa vinta è risultato di fortuna, ma anche lavoro e sudore. Ballardini ha preso un’eredità difficile, ma il trio Zarate, Rocchi e Cruz promette grandi cose. Pandev, Ledesma e De silvestri, separati in casa, potrebbero creare malumori, inoltre la difesa non rafforzata deve migliorare dall’anno scorso. Eliseu è la novità da tenere sott’occhio. Probabile Formazione: Muslera; Lichsteiner, Diakitè, Siviglia, Kolarov; Eliseu, Matuzalem, Ledesma, Foggia; Zarate, Rocchi; All. Ballardini
JUVENTUS: non c’è dubbio: è la vera rivale dell’Inter. S’è rafforzata molto e bene, anche se forse, continua a mancare il regista basso di centrocampo. Diego ha portato qualità dalla metà campo in su, Felipe Melo sostanza davanti alla difesa, Cannavaro esperienza nel reparto arretrato. Unico punto debole le fasce difensive, dove i giocatori a disposizione non sono all’altezza di quelli degli altri reparti. Ci si attende la conferma di Marchisio in mezzo al campo. Probabile Formazione: Buffon; Grygera, Cannavaro, Chiellini, De Ceglie; Felipe Melo, Sissoko, Camoranesi; Diego; Del Piero, Amauri; All. Ferrara
INTER: ha rafforzato ogni reparto e nonostante l’addio di Ibra, l’arrivo di Eto’o non ha lasciato l’amaro in bocca ai tifosi. La squadra di Milano appare l’unica senza punti deboli e la più forte in assoluto. Unico punto su cui lavorare sarà il gioco, mancato gli anni scorsi, ma che quest’anno, con l’addio di Ibra, non potrà mancare. Da Balotelli ci si attende la consacrazione, Arnautovic è l’incognita: sarà davvero l’erede di Ibrhimovic? Probabile Formazione: Julio Cesar; Maicon, Lucio, Samuel, Chivu; Cambiasso, Zanetti, Thiago Motta Stankovic; Eto’o, Milito; All. Mourinho
GENOA: wow, i presupposti per il salto in Champions ci sono tutti. Via Milito e Motta, dentro Floccari, Crespo, Palacio e Zapater, cioè giocatori altrettanto forti e di spicco. Ci sarà da divertirsi. Probabile Formazione: Amelia; Criscito, Bocchetti, Moretti; Mesto, Juric, Zapater, Kharja; Sculli, Floccari, Palacio; All. Gasperini
FIORENTINA: a mio parere s’è indebolita con la partenza di Felipe Melo. La difesa rischia di traballare come in alcune
situazioni l’anno scorso ed il centrocampo non sembra in grado di reggere l’urto di squadre molto più forti. Mutu-Gilardino rimane l’unica certezza. Jovetic potrebbe essere la sorpresa se il suo enorme talento verrà convogliato sui giusti binari. Probabile Formazione: Frey; Comotto, Dainelli, Gamberini, Pasqual; Zanetti, Montolivo; Vargas, Mutu, Marchionni; Gilardino; All. Prandelli
CHIEVO: è un grande punto di domanda. Ha tenuto i grandi (Sorrentino, Yepes, Pellissier), ma non ha fatto innesti importanti e la cosa crea dubbi sulla forza della squadra. Probabile Formazione: Sorrentino; N.Frey, Morero, Yepes, Mantovani; Luciano, Rigoni, Marcolini, Bentivoglio; Pellissier, Bogdani; All. Di Carlo
CATANIA: tanti se ne sono andati, molti sono arrivati. Il problema è che i nuovi sono inesperti e tutti da
scoprire, un pò come l’allenatore Atzori. Difficile fare pronostici, di certo comunque i mezzi per provarci ci sono tutti. Un occhio a Morimoto e Ricchiuti su cui la Società punta particolarmente. Probabile Formazione: Andujar; Poitenza, Spolli, Silvestre, Capuano; Ledesma, Delvecchio, Biagianti; Ricchiuti; Morimoto, Mascara; All. Atzori
CAGLIARI: se Nenè darà i gol di Acquafresca, la sostanza muta poco. Allegri punta come sempre sul gioco e la velocità, Canini e Matri sono i giocatori su cui punta oltre al nuovo attaccante. I due dovranno confermarsi. Probabile Formazione: Marchetti; Pisano, Lopez, Canini, Agostini; Brkljiaka, Conti, Barone, Lazzari; Jeda, Nenè; All. Allegri
BOLOGNA: Di Vaio e centrocampo tutto muscoli. Questa è la formula che l’anno scorso ha portato ala salvezza il Bologn
a e su cui si punta anche per la prossima stagione. Pochi ma precisi i nuovi arrivi, attenzione a Osvaldo e Zalayeta che si giocheranno il posto al fianco di Di Vaio. Via i vecchie Antonioli e Volpi, ecco i nuovi Viviano e Vigiani. Probabile Formazione: Viviano; Raggi, Portanova, Lanna; Santos, Mutarelli, Guana, Tedesco, Vigiani; Di Vaio, Zalayeta; All. Papadopulo
BARI: è sostanzialmente la stessa squadra dell’anno scorso, purtroppo però la Serie A è tutta un altra cosa rispetto alla Serie B. I tifosi meriterebbero di più che i soli Meggiorini ed Almiron e si spera che il nuovo patron Barton porti oltre all’entusiasmo, soldi e giocatori. Probabile Formazione: Gillet; Masiello, Ranocchia, Bonucci, Parisi; Alvarez, De Vezze, Gazzi, Langella; Barreto; Kutuzov; All. Ventura
ATALANTA: Acquafresca affiancato da Tiribocchi e Doni potrebbe vivere il miglior anno della sua carriera. L’attacco pertanto promette bene, tenendo anche conto del giovane Tiboni che in questo pre campionato ha affascinato Società e tifosi. La difesa invece è la stessa dello scorso anno: un ritocchino un guasterebbe. Probabile Formazione: Consigli; Garics, Talamonti, Manfredini, Bellini; Padoin, E.Barreto, Guarente, Valdes; Doni; Acquafresca; All. Gregucci
ROMA: gli 11 titolari restano giocatori di prima qualità, il problema sono i sostituti, praticamente inesistenti o degni della zona salvezza. La coperta è corta ma purtroppo mancano i soldi, anche con il sacrificio di Aquilani. Burdisso sarebbe utile e sperano che arrivi. Si spera anche nel salto di qualità di Menez, eterno atteso della scorsa stagione. Probabile Formazione: Doni; Motta, Juan, Mexes, Riise; Guberti, De Rossi, Pizarro, Taddei; Totti, Vucinic; All. Spalletti
MILAN: l’addio di kakà ha indebolito il Milan molto pi di quanto abbia fatto all’Inter l’addio di Ibra. Il centrocampo rimane di qualità, ma è vecchio: Pirlo, Seedorf, G
attuso e Ambrosini sono tutti over 30. Ronaldinho è l’incognita: dovrà essere il perno del gioco, ma finora non si sta dimostrando all’altezza. Il povero Pato rimane l’unica certezza, perchè anche la difesa è un incognita con Thiago Silva da vedere e Nesta da provare e riprovare. Huntelaar non è e non sarà Van Basten, ma potrebbe essere utile se ben aiutato ed utilizzato. Probabile Formazione: Abbiati; Zambrotta, Nesta, Thiago Silva, Jankulovski; Pirlo, Gattuso, Ambrosini; Ronaldinho; Pato, Huntelaar; All. Leonardo
ago 15, 2009 Senza categoria 3 Commenti
a cura di Andrea
La Juventus lo vince per la prima volta e si dimostra già carica e motivata, come l’Inter che gioca due buone mini-partite. Il Milan invece delude ancora e ci si interroga sul futuro dei rosso-neri.
Il Trofeo Tim non è mai valso una cippa, se non per la sua strana capacità di protare sfiga a chi lo vince, perchè poi per l’intera stagione, la maggior parte delle volte, quello rimane il primo ed ultimo trofeo della vincente. Naturalmente non auguriamo una sfiga tale alla Juventus, che ieri sera in quel di Pescara batte l’Inter ai rigori ed il Milan nettamente. Il vero valore del Trofeo Tim 2009, oltre a quello di vedere Fiammetta della pubblicità sgambettare per il campo (vi prego però, non fatela parlare, vi scongiuro! Così rovinate tutto!), è il fatto che si sia giocato ad una settimana dall’inizio del Campionato e quindi mettessein mostra già la situazione delle squadre. La Juventus sta bene, vince nettamente sul Milan ma soffre un pò l’Inter, che viene battuta solo ai rigori e grazie ad uno sciagurato Rivas. I nero-azzurri, dopo un’ottima partita conle zebre, mollano un pò contro i concittadini, ma comunque non soffrono mai e controllano il match, vincendo grazie ad un ottimo Balotelli. Il Milan invece crolla, dimostrando tutti i suoi limiti e mettendo davvero paura ai propri tifosi, consci dell’inconsistenza attuale della loro squadra. Vediamo ora, team per team, i promossi ed i bocciati ad una settimana dall’inizio del Campionato.
JUVENTUS – PROMOSSI
Amauri: segna, si muove bene e fisicamente è al top. Il gol all’Inter è fortunoso, ma anche di fisico, quello al Milan pregevole, con un piccolo aiutino di Roma. I
n Nazionale ci farà comodo, è inutile negarlo.
Iago: è giovane ma se quello che ha mostrato ieri è solo una piccola parte del suo repertorio, beh, siamo davanti ad un grande giocatore. Per gli esperti non è un nome nuovo, per il grande pubblico si, ma il biglietto da visita convince tutti.
Iaquinta: è il perfetto complementare di Amauri, gli fa da spalla, gli corre attorno, lo serve e se necessario lo sostituisce come finalizzatore. Utilissimo
BOCCIATI:
Cannavaro: è lento, disattento e fuori forma. Sarà l’età, sarà il nervosismo causato dalle critiche dei tifosi bianco-neri che lo vedono come un mercenario, fatto sta che nel precampionato ha spesso deluso e non sembra ancora pronto per partire titolare domenica prossima.
Felipe Melo: nel centrocampo, senza Sissoko, si muove anche bene, ma è troppo aggressivo, troppo cattivo. Fa falli bruttini ed inutili, inizia rissette senza senso, rischia più volte con interventi al limite. Deve calmarsi o salterà molte, troppe partite
Poulsen: non è una novità, delude soprattutto sapere che dopo la vendita di C.Zanetti rimarrà.
INTER – PROMOSSI
Balotelli: contro il Milan prende una traversa e segna, contro la Juve ai rigori viene ignobilmente fischiato ma realizza lo stesso senza reagire. Ha talento, Mourinho lo sa, questo potrebbe essere l’anno della sua consacrazione.
Quaresma: quando l’ho visto tirare di sinistro e saltare l’uomo stavo per piangere. Non è ancora quello del Porto, ma si fa vedere e sentire in campo, potrebbe risultare utile in certi frangenti di campionato.
Samuel: se hai uno come lui non puoi farne a meno. Anticipa, chiude, randella come nessun difensore sa fare. Con Lucio crea a mio parere una delle coppie difensive più forti d’Europa.
BOCCIATI
Rivas: si, va bè, che sto a dirlo a fare? Basta vedere la minchiata fatta p
er capire perchè è nei bocciati
Chivu: non gioca particolarmente male, ma è assente. Da terzino dovrebbe spingere un pò di più, ma non la fa e sbaglia anche alcune chiusure dietro, costringendo Samuel agli straordinari
Vieira: gioca decentemente, ma il vero problema è un altro: cosa c’entra lui in questa Inter? Se si punta sulla velocità, sulla profondità e sul possesso palla, lui è di troppo e basta vedere come ha giocato ieri per capirlo
MILAN – PROMOSSI
Nesta: il miglior acquisto del Milan di quest’anno. E’ il 40% del Nesta che noi ci ricordavamo, ma è comunque un signor difensore, meglio certamente di Favalli centrale
e di Onyewu. Con tutto il rispetto eh
Abate: vuole crearsi un suo spazio e ce la mette tutta. Corre, aggredisce l’avversario ma non è particolarmente lucido. Tranquillo Ignazio, se il Milan continua così, il tuo spazio lo avrai…e pure grande.
Flamini: gioca nel suo ruolo e non fa schifo, anzi. Eppure manca sempre qualcosa per essere quello dell’Arsenal. Chissà..
BOCCIATI
Ronaldinho: scusate, questo qui dovrebbe trascinare il Milan? Oddio, siamo messi bene. Caricaturale
Pato: ha ancora la mente offuscata ed il fisico raggrinzito. Non riesce ad influire sui match e non è una buona spalla ad Huntelaar. Da rivedere
Antonini: capiamo perfettamente Leonardo. Il terzino sinistro di spinta è un obbligo, non una necessità.
ago 14, 2009 Editoriale, Nazionale Commenti disabilitati
a cura di Andrea
L’Italia post-Confederations Cup non convince e con la Svizzera non va oltre lo zero a zero. Lippi, vincente doc, per la prima volta si trova a dovere affrontare l’ombra del fallimento.
Noi italiani sappiamo gasarci con pochissimo e buttarci giù per un nulla, ma quasi sempre le nostre emozioni hanno ragione. Nella nostra foga emozionale spesso abbiamo ragione (“Va ch’el li…per me l’è una pippa” e puntualmente si rivela tale. Oppure “No, fidati, questo rigore lo para, è carico” e puntualmente o l’attaccante sbaglia o il portiere para), seppur si ragioni più col cuore e col fegato che con la mente. Per una volta però
proviamo a stare tranquilli: Lippi e la Nazionale son ancora un binomio giusto? Io le minestre riscaldate le mando giùa fatica, come mando giù a fatica gli allenatori tifosi che passano da una panchina all’altra, giusto per il gusto di farlo. Ok, avrete capito quindi che Lippi non mi sta simpaticissimo, ma non tanto come persona (sfido comunque a trovarne uno che andrebbe a cena con Lippi convinto di passare una bella serata in compagnia a parlare di calcio. Se c’è, si faccia curare), quanto come allenatore in sè. Il suo successo, la Juve, aveva una base solida chiamata Moggi e non sto parlando di Calciopoli, ladrate, ecc…ma di conoscenza di calcio. Moggi Luciano sarà anche un “mafioso” ma di calcio ne sa molto più di tanti allenatori di Serie A messi assieme. Era lui a fare la Juventus, Lippi l’assemblava e la teneva unita. Certo, aveva un compito difficile, ma lui era il braccio, Moggi la mente. Le prove? Andò all’Inter, Moratti gli lasciò carta bianca, totalmente per ben due estati. I suoi acquisti furono: Georgatos, Jugovic, Blanc, Farinos, Vampeta, Sukur, Brocchi, Cirillo, Ferrari, Dalmat. Quell’Inter fece pena e le possibilità in quel caso erano due: o Lippi era così tanto juventino da accettare di andare all’Inter per rovinare la rivale storica dei bianco-neri, oppure semplicemente Lippi non è in grado di scegliere i giocatori giusti, è bravissimo a mettere insieme ciò che ha, molto meno bravo nella creazione di un gruppo. Certo, però ha vinto i Mondiali. Nell’82 l’Italia vinse i Mondiali in un momento di crisi, perchè lo scandalo calcio scommesse aveva fatto tremare tremendamente il mondo pallonaro italico, eppure vincemmo, consci di essere comunque un buon gruppo ma soprattutto consci di poter ridare un nome all’estero all’Italia. Nel 2006 lo scandalo calciopoli diede una mazzata pazzesca al calcio italiano, macchiando di disonore e vergogna il buon nome della nostra Nazionale e dei nostri club all’estero. Il Mondiale diventava, come nel lontano 82, l’occasione per pulire la nostra immagine, dimostrare che siamo sempre l’Italia. L’orgoglio e la difesa ci fecero vincere l’ultimo Mondiale, non la tattica e la bravura dell’allenatore. Il nostro gruppo, a parte 7 o 8 titolari, era molto inferiore nel potenziale a quello di Francia o Brasile, eppure l’orgoglio patriottico ci ha innalzati. Lippi fu bravissimo a difendere dalle voci esterne la Nazionale, fu bravissimo a compattare i ragazzi, a caricarli, ma di quel Mondiale lui fu coprotagonista. Il suo ritorno in azzurro, la parentesi Confederations Cup e l’ultima pessima prestazione contro la piccola Svizzera di certo non danno man forte a Lippi, troppo legato al passato, troppo schiavo di simpatie ed umori: la Nazionale non è un club, devi chiamare i migliori se vuoi vincere, devi avere la pazienza di resistere agli attacchi di critica e tifo, senza scappare incazzato alla prima domanda scomoda. Bisogna avere il coraggio di rinnovarsi st
accandosi dal passato, bisogna riuscire a combattere per essere vincenti. Lippi lo è sempre stato un vincente ed anche quando non lo era, appariva come tale tanta era la sua forza caratteriale. Ma ora, per la prima volta, si trova davvero a dover lottare contro la possibilità di apparire perdente; per essere allenatori della Nazionale bisogna anche affrontare la paura di diventare un perdente.
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